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Pratiche Edilizie - SCIA Art.22
In poche parole
In questi articoli introduciamo i Titoli Edilizi che è necessario presentare durante dei lavoro di ristrutturazione e costruzione di fabbricati.
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SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) – Punti chiave
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Cos’è la SCIA Art.22:
È un'autocertificazione redatta da un tecnico abilitato che permette di dare inizio a dei lavori edili , prevista dall’art. 22 del D.P.R. 380/2001. Serve per interventi di manutenzione straordinaria che toccano parti strutturali, per alcuni interventi di restauro conservativo e per interventi di Ristrutturazione Leggera.
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Quando serve:
Si utilizza, ad esempio, per modifiche in facciata, per avviare interventi strutturali su un fabbricato..
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Come funziona:
Un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere) autocertifica la conformità dei lavori alle norme urbanistiche, edilizie e di sicurezza e presenta la pratica al Comune.
I lavori possono iniziare subito dopo il deposito, senza attendere un’autorizzazione.
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Documenti da avere:
Oltre al progetto, è necessario indicare già l’impresa esecutrice e il coordinatore per la sicurezza.
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Cosa rischi se non la presenti:
I lavori realizzati costituiscono un Abuso Edilizio, con tutte le conseguenze che ne conseguono.
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TITOLI EDILIZI - SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)
In questa sezione vedremo quali sono i principali titoli edilizi previsti dalla normativa italiana per poter realizzare interventi sull’immobile.
Ogni opera di trasformazione edilizia deve essere ricondotta a una specifica categoria di intervento, secondo quanto stabilito all’art. 3 del D.P.R. 380/2001 – Testo Unico dell’Edilizia. A seconda della categoria, varia anche il titolo abilitativo necessario: alcuni interventi non richiedono alcuna autorizzazione (edilizia libera), mentre altri richiedono pratiche più complesse da presentare in Comune.
Conoscere con esattezza quale titolo edilizio sia necessario è fondamentale per evitare blocchi dei lavori, sanzioni amministrative o il rischio di dover procedere successivamente a una sanatoria.
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Per ciascun titolo edilizio approfondiremo:
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Che tipo di procedimento è;
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Cosa consente di realizzare, con riferimento normativo e casi pratici;
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I tempi e le modalità di avvio lavori, come previsti dal Testo Unico per l’Edilizia.
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le categorie di intervento e il loro legame con il titolo edilizio.
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Le categorie di intervento edilizio previste dal Testo Unico sono:
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Manutenzione ordinaria (art. 3, lett. a): interventi su finiture e impianti, senza modifiche sostanziali.
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Manutenzione straordinaria (lett. b): modifiche interne, anche significative, purché non strutturali o che non comportino aumento di volume.
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Restauro e risanamento conservativo (lett. c): interventi su immobili di pregio o vincolati, con tecniche e materiali compatibili.
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Ristrutturazione edilizia (lett. d): modifica complessiva dell’edificio, anche con variazioni di volume, sagoma o destinazione d’uso.
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Nuova costruzione (lett. e): edifici ex novo o volumi aggiuntivi rispetto all’esistente.
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Ristrutturazione urbanistica (lett. f): trasformazione urbanistica di aree o comparti.
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A ciascuna categoria corrisponde un determinato titolo abilitativo, in base all’entità dell’intervento e alla presenza o meno di vincoli urbanistici o paesaggistici.

Tipo di procedimento:
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La SCIA è disciplinata dall’art. 22 del D.P.R. 380/2001. Si tratta di un titolo abilitativo di tipo “autocertificativo” che permette l’inizio dei lavori immediatamente dopo il deposito, ma richiede un’attenta asseverazione da parte di un tecnico. Viene utilizzata per opere più complesse rispetto a quelle gestibili con CILA, specialmente in presenza di interventi su strutture, prospetti o modifiche significative.
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Cosa si può fare con la Scia:
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Il riferimento normativo principale fa riferimento al testo unico per l'edilizia D.P.R. 380/2001:
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Art. 3 comma 1 lett. b): manutenzione straordinaria con interventi su parti strutturali
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Art. 3 comma 1 lett. d): ristrutturazione edilizia che non comporta aumento di volume né cambio di destinazione d’uso
Esempi pratici:
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Interventi su solai e muri portanti, anche per modifiche interne
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Sostituzione di infissi con modifica delle dimensioni delle aperture
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Rifacimento di una scala interna in cemento armato
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Rifacimento della facciata con cambi di materiali e finiture
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Tempi del procedimento:
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I lavori possono iniziare il giorno stesso del deposito. Tuttavia, il Comune ha 30 giorni per effettuare controlli e, se ravvisa difformità o carenze, può sospendere i lavori. Riferimento: art. 22 comma 2 del D.P.R. 380/2001.
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In particolare prima di presentare la pratica edilizia bisogna già avere, oltre al progetto e al tecnico che redigerà la pratica, anche il nominativo dell’impresa e del coordinatore della sicurezza.
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